• Angolo del papà

    Sempre tutto io!

    Sempre tutto io! Quando sono piccole, hanno bisogno di essere cambiate.   Delle piccole e tenerissime pallette di ciccia con tutti quei rotolini che le fanno assomigliare a delle piccole statue di Budda. Da lontano. Ti avvicini a quelle pieghette di ciccia che, un attimo prima, trovavi tanto mozzicabili ed in mente hai solo una parola. “Caraaaaaaaaaa” “Che c’è, stavo dormendo, perchè urli?” “La piccola deve essere cambiata” “E non puoi farlo tu? Io l’ho fatto stanotte e l’ho anche allattata” “Appunto, sei ormai allenata. Io c’ho calcetto, ciao”   Crescono, hanno bisogno di sfoghi.   Bambolette con equilibrio poco più che precario, corrono veloci verso ciò che avete di…

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    MOGLI: GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA 2

    MOGLI: GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA 2   Nella scorsa dispensa, illustravo come spesso la linea di demarcazione tra la vita e la morte o, più realmente, tra una giornata nella quale puoi seguire su Eurosport gli europei di lancio del pollo (ste cacchio di domeniche senza serie A per le amichevoli della nazionale, sono per noi mariti come andare a fare un pic nic in un posto pieno di gente: sei con la tua signora in aperta campagna, non è certo mangiare seduti per terra con le formiche che banchettano tra le tue carni quello che vorresti fare ma non puoi, come vorresti, far evaporare i vestiti della donna che hai…

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    MOGLI: GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA

    MOGLI: GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA     Per sopravvivere ad una giornata da marito, ci sono alcune regole da seguire come fossero state portate da un capellone appena sceso da Sinai che dice “che storia! A regà, na frasca ha preso fòco, na luce forte m’ha n’vestito e a n’certo punto…” “La so! La spada de fòco! N’omo na donna n’omo na donna n’omo n’omo, cazzarola a Mosè, quanno che c’è da divertisse mai na volta che chiami l’amici”   “…peggio! Da sto trip me so svejato co sti due serci in braccio, leggi n’pò che c’è scritto”   Insomma. Avete capito.   Mariti. Siamo braccati. Puntati al centro del mirino…

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    Papà ai fornelli

    Papà ai fornelli – Sto padellando quando Chiara, 13 anni, rientra da scuola. “Papo, ma mica cucinerai tu?” “Certo, anzi, lasciatemi fare che sennò il tirannosauro non cuoce bene” “Papo, mamma?” “A lavoro” “Nonna?” “Dal dottore” “Papo, dai, pizza” “No, che ci vuole, su giallozafferano c’è il video, seguo il video” “Una bella insalata?” “Voi che mangiate insalata? L’ultima cosa verde che avete mangiato…” “L’hai cucinata tu e non l’ha voluta nemmeno il cane” “No, cucino io” “Dai, una simmenthal” “Ma non le abbiamo mai avute, non le abbiamo mai comprate” “Esco io in bicicletta, vado alla Coop e torno, eh? Dai papo, non scherzare, allontanati dai fornelli” Casa Longarini, ore…

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    Occhi della tigre

    Casa mia, ore 7,30, colazione. Interno giorno. Irene, 8 anni, terza elementare. “Che poi sai papo, io e altre mie amiche abbiamo fatto un club a scuola, il club degli occhi della tigre.” Io e mia moglie ci guardiamo teneri, le nostre mani si sfiorano. La nostra piccola gioca. Che tenera.   “Bello, che cosa fate?” “Abbiamo disegnato le nostre tessere, le schede coi compiti di ciascuna e una stretta di mano segreta!” Dice con faccetta tutta soddisfatta. Cambia subito registro però, passando al leggermente risentito. “Però, ufficialmente, lo abbiamo chiuso. In realtà adesso è un club segreto. Visto che tutte le compagne volevano farne parte e noi non volevamo,…

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    Il primo giorno di scuola di un papà

    Il primo giorno di scuola di un papà Urla belluine. Spintoni, calci, colpi proibiti sotto la cintura, colpi d’arma da fuoco. Sono stato insultato, ho insultato a mia volta, ombrelli roteavano in aria come fossero lame di Toledo, richiami di guerra si alzavano dai lati del campo di battaglia. L’avanzata era lenta, impossibile capire se si andava verso la salvezza o se stavamo per finire nell’occhio del ciclone. Ma dovevamo proseguire. Tenendo per mano mia figlia Chiara, 6 anni, pensavo “Mapporcamignotta, se è sto bordello il primo giorno di scuola a dicembre che devo fà, venì cor cingolato?”. “HO DETTO CHE I REGAZZINI DE LE PRIME DEVONO DA SALI’ PE’…

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    Amore adolescenziale (Carlo 2)

    Amore adolescenziale (Carlo 2) Prima o poi arriva. Come la tredicesima, non sai bene quando te la pagheranno ma sai che deve arrivare.   Mia figlia grande ha 14 anni ed è bella come il profumo dell’erba tagliata, come l’aria elettrica dopo un temporale, come correre d’estate in un campo dove c’è un irrigatore, come il gol di Totti a Sampdoria-Roma, una crocca al volo di sinistro a giro. 14 anni. Sta sentendo la sua voce cambiare, vede giorno per giorno quanto lei stessa stia cambiando, come abbia preso centimetri in altezza che hanno spostato il suo baricentro e centimetri in altri punti che un papà vorrebbe sempre vedere invece…

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    Il tempo se ne va (Carlo)

    Il tempo se ne va   Casa mia, interno giorno. Io, brizzolato quarantenne intento nella revisione di un motorino senza avere la benché minima conoscenza di meccanica oltre a “aiuto, si è fermato il motorino, venitemi a prendere” e mia figlia Chiara, 14 anni, bella come il venticello estivo dopo una pioggia improvvisa. Io, sporco di grasso, olio, unto e bisunto che ancora smadonna per tirare giù il cavalletto, lei, che potrebbe sfilare a Pitti Fashion anche con un sacco di juta addosso.   “Ciao Papo” “Ciao bella, mi passi quella chiave del 45 per favore?” “Eccola. Senti, è un momentaccio o posso chiederti una cosa?” “Per carità, dimmi tutto,…

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    Il preferito

    Ammettiamolo, i figli non sono tutti uguali e chiunque abbia più di un figlio ha un “preferito”. Credo sia una cosa inconscia, ma c’è sempre uno dei nostri figli che più degli altri incontra le nostre preferenze, incarna le nostre speranze, realizza i nostri sogni. E’ quello o quella che quando mamma e papà vanno in due posti diversi per fare delle commissioni, dividendosi più o meno equamente i figli, cerchi a tutti i costi di avere con te, spesso fingendo disinteresse o adducendo futili motivazioni alla tua scelta. E’ quello o quella che sopporti accanto a te anche quando stai guardando la partita della tua squadra del cuore, che…

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    Tre fasi

    Tre fasi Cronologicamente, l’iter processuale per avere un figlio è diviso in tre fasi: Concepimento  – “Ti amo, ti adoro, soprattutto, non smettere” Attesa  –  “Chiedimi un’altra volta un panino al mango e salame e ti strozzo” Parto – “Non immaginavo conoscessi tutte ste parolacce” Che dire del concepimento? Estasi. Due anime in contatto attraverso i corpi. Donarsi completamente all’altro raggiungendo una comunione fisica e spirituale insieme, fondersi trovando nel partner l’essenza dell’unione. Due minuti meravigliosi.   L’attesa, settimana più settimana meno, è la parte nella quale vi si prospetta quella che sarà la vostra vita futura: sarete Morgan Freeman ne “Le Ali Della Libertà”, vi chiederanno l’impossibile, quando siete…