Angolo del papà

Perché ogni figlio crede che il proprio padre sia un supereroe

Perché ogni figlio crede che il proprio padre sia un supereroe

Rettilineo, gas a manetta, guardo il contachilometri, 312 Km/h, il motore urla, il limitatore di velocità gli impedisce di andare in fuori giri, ed io urlo con lui, nel casco. Sto sudando, è una bella giornata di sole e le gomme sono calde. Sono in testa. Calma, mi ripeto, calma. Ecco la fine del rettilineo, scalo tre marce e tiro la staccatona, piego, curva perfetta, ginocchio a terra. Vai così che oggi vinco, sicuro. Apro il gas, tiro su la moto e… azz, un commissario, in mezzo alla pista, mi attacco ai freni, mi fa segno di rallentare, sta dicendo qualcosa, cerco di leggere il labiale ma…, eccone un altro, dice pa….pa….pa… papà?!? ma che diavolo succede? ora lo sento persino attraverso il casco e il casino del motore…

papaaaaaà

papaaaaaà

….Apro gli occhi, è buio, ho le pulsazioni a martello, cerco il cellulare con la mano, guardo l’ora,  05:27 am, ed ironicamente metto a fuoco solo la faccia di Andrea che ride dalla foto di famiglia che ho sul display del cellulare…

papaaaaaà

….focalizzo la mia attenzione sull’udito, nessun’altro rumore, la mia dolce metà respira profondamente sognando… (cosa sognano le donne??? bah, meglio non farsi certe domande). Mi alzo di scatto pensando che l’addestramento militare a qualcosa è servito, cammino a passi incerti nel corridoio, sbatto il mignolo del piede sinistro contro lo stipite della porta, soffoco la conseguente ed automatica imprecazione ingoiandomi la lingua, saltellando sul piede comincio l’attraversamento del corridoio…

papaaaaaà

…Zitto, penso, o forse lo dico, ma ad un volume talmente basso da sembrare un pensiero. Sfioro l’armadio con il gomito, mi appoggio con il ginocchio alla cassapanca, così, giusto per essere sicuro degli oggetti che ingombrano il mio cammino e per regolarmi sul salto della paperella che Valerio Massimo ha lasciato in mezzo al corridoio… e hop, leggero come un gatto… paperella, mi hai fregato prima ora non mi freghi più… non fosse stato per lo stipite, sarebbe stato percorso netto, ma d’altra parte, è la terza volta che affronto il percorso questa notte, comincio ad accusare la stanchezza…

– papaaaaaaà –

– Che c’è? –

– ho fatto brutto sogno, mi tiri (n.d.r. rimbocchi) le coperte? –

– O.K., non fare più brutti sogni per stanotte Andrè, altrimenti papà non si sveglia per andare al lavoro domani mattina –

– O.K., papà, ti voglio bene –

– Pure io –

…torno indietro, percorso inverso, procedendo con più calma non sbatto da nessuna parte. Mi infilo sotto le coperte, mi giro verso la mia dolce metà che per un istante odio con tutto il cuore perché in tutto questo non ha neanche cambiato posizione. Penso con tristezza che tra 20 minuti suonerà la sveglia…

…prima di cadere nel brevissimo oblio un pensiero mi strappa un sorriso:

 sai che risate domani mattina al bar dei SuperEroi quando lo racconterò a Batman e all’Uomo Ragno, loro sì che fanno la bella vita, mica hanno figli come me e Mr. Fantastic…

Superhero

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