Mamma Moderna

Come il giorno che nacque il mio secondo figlio diventai un vero padre

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Ogni volta che mi accingo a rispondere ad un questionario amministrativo mi sale l’ansia…

  1. Componenti il nucleo familiare – “Sei” (ancora è fresco in me il ricordo di quando a questa domanda rispondevo “ Solo… può essere considerato nucleo familiare?!?!”);
  2. Stato Civile – “Celibe” (o signorino, come diceva mia nonna) … primo sguardo strano del questionante
  3. Figli – “quattro, anzi scusa, tre” … secondo sguardo strano … - scusi, i conti non tornano …

… eh già, i conti no tornano, tre più uno fa quattro, al massimo cinque, non sei!

 Vediamo … cinque anni fa ho conosciuto una ragazza, madre di una splendida bambina. Ho capito presto che questa ragazza avrebbe avuto una ruolo importante nella mia vita, e che quella splendida bambina sarebbe diventata come una figlia per me, la mia prima figlia (e a quel tempo anche l’unica).

Ho ricevuto una educazione vecchia maniera, ed in più mi vanto di essere un Soldato, dunque parole come onore, senso di responsabilità e famiglia hanno un senso pieno per me, quindi nella mia testa è stato automatico il passaggio da “uomo di mondo” a “padre di famiglia”.

Eppure qualcosa ancora non andava, qualcosa stonava come quando in un film d’azione al protagonista s’inceppa la pistola nel bel mezzo di uno scontro a fuoco contro il mega cattivone. Quella bambina così bella e dolce nel profondo del mio inconscio era un oggetto alieno, mi spingeva all’angolo, mi atterriva … IO che avevo affrontato ogni difficoltà con un sorriso beffardo, IO che avevo combattuto due guerre, IO che avevo scalato montagne, IO che con un coltello ero sopravvissuto per settimane nei boschi … IO … già, IO.

Poi è arrivato Andrea, il mio primo figlio naturale, il mio secondo figlio nella realtà, e quando l’ho preso in braccio ho capito quello che anche un luminare della psicoanalisi non avrebbe saputo spiegarmi meglio, l’ IO si è dissolto in un attimo, per far posto prima ad un LUI e immediatamente dopo ad un LORO.

… e fu così che il giorno che nacque il mio secondo figlio diventai un vero padre anche per la mia prima figlia, fu così che il rapporto di sangue impresso come un marchio a fuoco in ognuno di noi fin dalla notte dei tempi mi ha dato il coraggio di accogliere sul serio quella splendida bambina, che da quel momento è diventata la “mia Principessa”.

Ed ora che sono diventati quattro, la sera, quando gli canto la ninna nanna al buio prima di dormire, l’abbraccio più bello è proprio quello il suo…  sogni d’oro Principessa.

Marco P.

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Commento (1)

  1. paola

    un grande papà,senza dubbio….e con una donna fantastica al tuo fianco….

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