Mamma Moderna

(dis) organizzazione domestica

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tappe della giornata del bimboLa scorsa volta ci siamo presentati, ora iniziamo a fare sul serio. Mi rimbocco le maniche, inforco i miei occhiali dalla montatura rossa (il bello di essere una talpa post bi – gravidanza con l’aria da maestrina supponente) e mi concentro, con tanto di leggera ruga frontale, per raccontarvi qualcosa di utile e operativo in tema di casa e bambini.

Per tara formativa, professionale e genetica (in questo il papà militare ha fatto la sua buona parte) nasco e cresco amante di funzionalità, organizzazione e sintesi. Che poi io abbia generato, nel corso degli ultimi cinque anni, due piccoli esponenti di un’affermata corrente rivoluzionaria domestica, poco importa.

Tento comunque di percorrere la via dell’ordine, mentre loro me la disseminano di intralci e così, metro dopo metro, continuiamo la nostra lotta impari (indovinate chi ha la meglio, di solito?) e, nonostante tutto, ci divertiamo.

Lungo questo percorso tortuoso e appassionante sono riuscita a disseminare, concordandole con i nemici in erba, delle tappe fondamentali che non è possibile aggirare; sono frutto di un patto post bellico.

Tappa del sonnoCiascuna di esse rappresenta l’incrocio tra uno o più momenti della giornata, un’azione specifica, alcuni luoghi della casa, strumenti, arredi e accessori dedicati.

Vediamole nel dettaglio, queste tappe, così mi spiego meglio: 

Tappa del sonno.

Irrinunciabile. Che siate fanatici sostenitori del co – sleeping o, al contrario, avidi lettori e praticanti del tanto discusso Fate la nanna, sta di fatto che qualche ora a ninna il pupo se la deve fare.

E per addormentarsi sereno e godere appieno del beneficio che lega al sonno la crescita, è bene che allo scopo vengano destinati spazi confortevoli e sicuri.

Tappa dell’igiene e della cura di sé.

Tappa dell'igiene e della cura di sèPiccole mani che azionano il miscelatore del lavabo su altrettanto piccoli piedi in cima a un rialzo: ecco lo spettacolo al quale, se avete dei bimbi in casa, siete abituati ad assistere ogni mattina, insieme alla caotica fase della vestizione del guerriero o della principessa (anche se non me ne intendo, essendo mamma – di – maschi).

Indipendenza è, per me, la parola chiave di questa tappa e implica l’allestimento e l’uso di elementi funzionali, soprattutto contenitori, che siano davvero a misura di bimbo, accessibili e visivamente ben riconoscibili.

Tappa del gioco.

Il gioco è lavoro, studio, relazione, scoperta.

Guardare un bimbo mentre impila i primi cubetti in legno decorati da figure diverse su ogni faccia (chi è che non li ha o li ha avuti?) o mentre impara a impugnare una matita tracciando segni incerti su un foglio è pura meraviglia.

Tappa del giocoAnche per queste attività è necessario organizzare spazi adeguati e spesso, per quanto comunemente si creda il contrario, il meno è più.

Tappa del cibo.

A tavola – complice la fortunata assenza, per i miei bimbi, di problemi alimentari (a parte i digiuni da battaglia al quale si è sottoposto Francesco durante il pancione del fratellino) -, non mi faccio tanti problemi.

Non hai fame? Pazienza, mangerai stasera.

Lo dico al piccolo inappetente con ostentata nonchalance (anch’io un filo di apprensione da mamma ce l’ho, via) e intanto impacchetto alla bell’è meglio la pasta al pomodoro o la fettina di pollo che sono nostre inseparabili compagne del menu milleunastagione.

Tappa del ciboPiuttosto, oltre a evitare – come da manuale della perfetta educatrice – di sottoporre i bimbi a infinite sessioni di cartoni animati durante i pasti, ho cercato di creare, anche in cucina, uno spazio dedicato a loro.

Fino a che il grande non ha iniziato a sbatterci le ginocchia – e allora sono stata costretta a trovare un’altra soluzione – i fratellini pasteggiavano allegramente seduti a un tavolino a loro misura.

Oggi, che i miei commensali si attestano sui cinque e i due anni e mezzo, provvedo semplicemente a dotare di un cuscino piatto (in tessuto non scivoloso) una delle sedie che usiamo noi grandi.

Il piccolo Fabio, al massimo, se si accorge di non riuscire a inforchettare bene l’ultimo rimasuglio di pasta, si organizza da solo: in ginocchio sulla sedia e via!

Le stoviglie, però, le ho scelte di colori e forme personalizzate e, come tutto il resto, sono riposte ad altezza bimbi. Del resto l’apparecchiatura è un compito loro, no?

Nora | design outfit

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