Mamma Moderna

Stella, stellina. La tappa del sonno per i più piccoli

disorganizzazione domestica_02

Tappa del sonnoMettetevi l’anima in pace. Nei primi due o tre mesi di vita del neonato non si dorme.

Il predetto assunto troverà riscontro nella vostra vita reale anche – e, per ironia, soprattutto – qualora voi applichiate, con la perseveranza propria dell’adepto a una setta, le più inflessibili regole dell’educazione infantile e vi atteniate a una pianificazione domestica H24 rigida da far invidia a una caserma.

Trascorso questo primo periodo critico è possibile che riusciate ad appoggiare la testa sul cuscino per più di un paio d’ore a notte e che tutto, a poco a poco, torni a ritmi di vita umanamente sostenibili.

È possibile, dico; non certo.

Che la possibilità si tramuti in certezza e che l’infante acquisisca man mano il piacere del letto è qualcosa che dipende da molti fattori: la sua benevolenza (rara), la vostra autorevolezza (un po’ sminuita dall’aspetto smunto donato dall’insonnia), l’assenza di fattori di disturbo (coliche? nasino chiuso? malumore?) e, non da ultimo, il fato.

Culla BellyE se come mamma non ho altri consigli da darvi che – sono sicura – non abbiate già letto tra le pagine della pila di manuali che popolano il vostro comodino, come architetto posso invece aiutarvi almeno in un compito: scegliere la culla perfetta per il vostro bimbo e allestire nel modo più confortevole e sicuro lo spazio riservato alla tappa del sonno.

Parlo di spazio e non di cameretta perché so che molti neogenitori sono soliti ricavarlo all’interno della propria stanza, vuoi per le ridotte dimensioni delle case di oggi, vuoi per la tenera apprensione che accompagna i primi giorni di vita del neo – arrivato.

La prima proposta, flessibile sotto più aspetti, è la Culla Belly di Andrea Garuti e Manuela Busetti, che accoglie le istanze del co – sleeping senza svincolarle dalla primissima educazione all’indipendenza e all’autonomia.

La sua morbida scocca foderata in cotone colorato, infatti, può essere collocata su due supporti differenti, entrambi in legno.

Valsecchi 1918, WombyIl primo, salvaspazio, innovativo e ancorabile in sicurezza al fianco del lettone, consente alla mamma di provvedere all’allattamento notturno senza alzarsi dal proprio letto e di avere il piccolo sempre vicino a sé senza rinunciare alla propria comodità e necessità di riposo.

Il secondo supporto, più tradizionale, rende la culla un elemento autonomo, posizionabile ovunque si decida di ritagliare lo spazio ninna.

Poetica e musicoterapica è invece la culla Womby di Valsecchi 1918, studiata per accompagnare il neonato nella prima fase, delicatissima, di distacco dal ventre materno.

Presentata lo scorso aprile nel contesto d’eccezione del Salone del Mobile, combina un sistema di tamburi e corde vibranti per dar vita alla riproduzione del battito cardiaco e della voce della mamma.

Totem, culla trasformabileLo spettacolo sonoro avviene all’interno del guscio protettivo che accoglie il bimbo in tutta sicurezza e lo culla lievemente grazie al movimento impresso dalla base a dondolo in multistrato di betulla.

Ecosostenibilità e flessibilità d’uso, infine, sono le caratteristiche principali della culla in legno proposta da Totem, che si assembla in pochi minuti incastrando i soli cinque pezzi dei quali è composta.

Dopo averla acquistata online (a 165 euro) per la nascita del mio primo bimbo, l’ho riutilizzata per il fratellino e ora, cresciuto anche lui (ormai è in età da primo livello di letto a soppalco), ho potuto rigiocarmela in soggiorno.

Togliendo uno dei pannelli laterali l’ho infatti trasformata in un ampio divanetto, sul quale entrambi i miei bimbi si accomodano per leggere il libro preferito o guardare la tv.

Nora | design outfit

Lascio un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>