Mamma Moderna

Tre fasi

pancia-(2)

Tre fasi

pancia-(2)

Cronologicamente, l’iter processuale per avere un figlio è diviso in tre fasi:

  1. Concepimento  – “Ti amo, ti adoro, soprattutto, non smettere”
  2. Attesa  –  “Chiedimi un’altra volta un panino al mango e salame e ti strozzo”
  3. Parto – “Non immaginavo conoscessi tutte ste parolacce”

Che dire del concepimento?

Estasi.

Due anime in contatto attraverso i corpi.

Donarsi completamente all’altro raggiungendo una comunione fisica e spirituale insieme, fondersi trovando nel partner l’essenza dell’unione.

Due minuti meravigliosi.

 

L’attesa, settimana più settimana meno, è la parte nella quale vi si prospetta quella che sarà la vostra vita futura: sarete Morgan Freeman ne “Le Ali Della Libertà”, vi chiederanno l’impossibile, quando siete in posti improbabili, e voi dovrete trovarlo nel più breve tempo.

Gratis.

 

Castagne ad agosto. Il Tiramisù di Pompi (nota pasticceria romana nota per il succitato dolce che si ostina ancora ad insistere in un miope quanto ferreo rispetto degli orari lavorativi. Se passate alle 3 di notte davanti alle sue porte ci trovate almeno tre idioti in pigiama ad aspettare che aprano, con una mano al cellulare ripetendo “Amore, lo so, ma è ancora chiuso, sì, va bene, aspetto”) quando siete in visita dai nonni a Trento. Un frullato Mango, Patate, crema di cioccolato fabbri e pistacchi tritati fini (non invento nulla, andate a cercare una voglia addosso a Irene, seconda figlia, nulla, niente, immacolata).

Telefonate al 118 perché hai lasciato la compagna della tua vita seduta sul divano e la ritrovi, dopo che TU hai affrontato otto ore di lavoro, nella stessa identica posizione MENTRE DORME AD OCCHI APERTI. Ed il 118 serve a te perché quando ti sei avvicinato per sentirle il polso lei ha ripreso vita all’improvviso urlandoti in faccia l’amorevole considerazione “CAZZO MI ARRIVI DAVANTI ALL’IMPROVVISO?”

“Tesoro, parevi morta, mi ero preoccupato”

“Ti sembro forse morta?”

“No, ma fammici lavorare su”.

 

Guardate insieme Titanic. Piange. (Muori, maledetto biondino, muoriiiiii)

Guardate insieme Notting Hill. Piange.

Guardate The Ring.

No, dico. The Ring.

E lei?

Piange.

Dopo un po’ lo capisci, basta film.

Tv. Cucine da Incubo.

Ebbene sì.

Piange.

 

Ma, fino a qui, tutto bene.

Il brutto è quando non sapendo bene cosa sia giusto fare, tende a fare due cose APPARENTEMENTE opposte come ridere e piangere, insieme.

Ci riescono.

Non so come facciano, noi cromosomi Y piangiamo solo per la retrocessione della squadra di calcio, quando Terminator si immerge nell’acciaio fuso e quando la mamma di Dumbo lo culla da dentro il carro prigione.

Ridiamo quando siamo sbronzi.

Insieme, mai.

 

Le donne ci riescono. Non sempre, questo va detto.

Fategli fare una cosa semplice come un figlio e loro impazziscono.

Amore, posa la roncola, scherzo.

Poi c’è il parto.

Di quello parleremo la prossima volta.

Perché la parte che vi spetta, la vostra, è facile. Dannatamente facile.

C’è una che vi dice “Adesso spinga”, non è che serva tutta sta scienza, dovete solo spingere e puf, fatto.

Mettetevi nei nostri panni.

NOI facciamo tutto il lavoro, mica voi.

Amore, i fucili sono scarichi, sono mica scemo. Posali per favore.

Hai trovato le cartucce?

Ops.

 

Paolo Longarini

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