Mamma Moderna

MOGLI: GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA 2

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MOGLI: GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA 2

 

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Nella scorsa dispensa, illustravo come spesso la linea di demarcazione tra la vita e la morte o, più realmente, tra una giornata nella quale puoi seguire su Eurosport gli europei di lancio del pollo (ste cacchio di domeniche senza serie A per le amichevoli della nazionale, sono per noi mariti come andare a fare un pic nic in un posto pieno di gente: sei con la tua signora in aperta campagna, non è certo mangiare seduti per terra con le formiche che banchettano tra le tue carni quello che vorresti fare ma non puoi, come vorresti, far evaporare i vestiti della donna che hai scelto per la vita come facevate da ragazzi ma sei costretto a stare scomodo e mangiare un panino con la frittata, che a te, oltretutto, la frittata fa anche schifo. E senti tua moglie dire tranquillamente “Senti il profumo dell’erba, senti i raggi del sole sulla pelle e guarda le farfalle, caro, le farfalle!” che tu te ne sbatti alla grande delle farfalle e, contrariamente a lei tutta calma e rilassata, tu sei bestialmente ingrifato ma no, c’è gente intorno e tu non puoi fare nulla).

 

Bene, spero, miei cari mariti, non abbiate esagerato con la presentazione del Folletto a tradimento.

Le mogli adorano cambiare.

Soprattutto, vogliono cambiare NOI.

Per non essere cambiati, o meglio, per non modificare la nostra sognata ed agognata posizione da homo domenicalis, dobbiamo essere camaleontici, mosche atomiche del focolare, fermarsi ad una sola ed unica tattica di sopravvivenza, soprattutto se questa porta alla mente della tizia che ci trovammo accanto un dì di bianco vestita, significa condannarsi alle peggiori sofferenze.

Spostamento e arrotolamento tappeti, sollevazione sedie, quietamento prole.

Fino all’apocalisse finale.

IL CAMBIO DI STAGIONE.

La morte stessa la teme. Infatti indossa lo stesso lenzuolo nero da millenni.

Il cambio di stagione, non è solo sforzo fisico, non è solo prendere polverosi scatoloni pieni di vestiti e sottoporli alla SUA attenzione, non è solo prendere polverosi scatoloni pieni di vestiti dei figli che LEI deve ritirare fuori UNO ad UNO anche se sulla scatola c’è scritto “Pierpiermassimo, 4 anni” ed il nostro primogenito si è laureato lo scorso ottobre.

No.

Il cambio di stagione ci mette di fronte ad una verità incontestabile ed incontrovertibile:

noi mariti, in casa, siamo di troppo.

Costretti a dormire in uno spicchio di letto visto che LEI occupa il restante 98% della superficie, veniamo temprati dagli spifferi che, non essendo coperti da alcuna coperta e/o lenzuolo, in quanto quell’orso bruno della nostra metà se la frega regolarmente e ci si mummifica dentro lasciandoci soli con un tristissimo pigiama.

No. Ad ogni cambio di stagione ci viene messo sotto il naso il nostro essere un accessorio casalingo, ingombrante, per giunta.

 

Ad ogni cambio di stagione, ci viene tolto un cassetto.

 

Se avete un armadio a 64 ante, 60 sono a sua disposizione (e, nonostante questo, la sentirete SEMPRE dire, due ore prima di uscire, “non ho niente da mettermi”) classificate per colore ed occasione.

Nel mio c’è anche l’anta “Casomai venga Elisabetta II a cena” e la seguente “…o a pranzo”.

Le 4 ante rimaste sono 3 per la biancheria e l’ultima, nella quale riponete, stipate come sardine nell’olio, magliette, mutande e quelle due camicie che avete, per cui dovete combattere ogni sei mesi.

Perchè vuole anche quella.

Per i vestiti del gatto.

Quindi mariti, bisogna essere mobili. Cambiare, variare, modificare perchè tutto rimanga immutato.

 

Con le mogli moderne urgono nuove strategie, nuovi sistemi di svicolamento.

State per dare la vostra forma ai cuscini del divano quando lei entra, tutta baldanzosa e vi comunica che vuole uscire?

Prendete subito il telefono, chiamate LA MADRE, intrattenete quei venti secondi di conversazione forzata con quell’arpia di vostra suocera, dopodichè, passategli la cornetta.

Così facendo avrete almeno due ore di pace e tranquillità.

Avete appena aperto la gazzetta del sabato alla pagina “probabili formazioni” ed avete la vostra penna fortunata per stilare la formazione del fantacalcio quando lei annuncia che c’è la spesa da fare?

Comunicate tutte le vostre perplessità su quel rumorino strano che sta facendo da qualche giorno il vostro congelatore e tutti i vostri dubbi sulla durata del vostro caro elettrodomestico. Urge consumarne il contenuto per non rischiare. E finalmente potete gustare i sofficini all’amianto e mozzarella che avevate comprato nel ’93 e che erano finiti in fondo a tutto, le Patate Sbarazzine di 4 salti in padella, le fettine di Buffomarchio Imperiale mandate da zio pasquale dodici anni fa ma, soprattutto,

 

siete rimasti a casa.

 

Sul vostro divano.

 

Possiamo farcela. Possiamo sopravvivere.

Uniti.

Possiamo.

 

 

– Continua.

Paolo Longarini

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