Mamma Moderna

Sempre tutto io!

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Sempre tutto io!

Quando sono piccole, hanno bisogno di essere cambiate.

 

Delle piccole e tenerissime pallette di ciccia con tutti quei rotolini che le fanno assomigliare a delle piccole statue di Budda.

Da lontano.

Ti avvicini a quelle pieghette di ciccia che, un attimo prima, trovavi tanto mozzicabili ed in mente hai solo una parola.

“Caraaaaaaaaaa”

“Che c’è, stavo dormendo, perchè urli?”

“La piccola deve essere cambiata”

“E non puoi farlo tu? Io l’ho fatto stanotte e l’ho anche allattata”

“Appunto, sei ormai allenata. Io c’ho calcetto, ciao”

 

Crescono, hanno bisogno di sfoghi.

 

Bambolette con equilibrio poco più che precario, corrono veloci verso ciò che avete di estremamente pericoloso in casa. Se non lo avete, lo creano loro per l’occasione. Non sanno scrivere ma sono capaci di assemblare un lanciafiamme con del lucido da scarpe e un barattolo di conserva.

Hai una sola freccia al tuo arco.

“Caraaaaaaaaaa”

“Oddio, sto cucinando, che ti strilli?”

“Tua figlia per poco non si ammazza”

“…scusa, tienila d’occhio tu, no?”

Sgrani gli occhi, alzi le sopracciglia ma niente, lei sembra non capire.

Ti vedi costretto a metterla davanti all’evidenza sollevando davanti a te il giornale.

“Pensi forse che la Gazzetta si legga da sola? Oggi è sabato, ho solo cinque ore per fare la formazione, diamine, lo sai”

 

Crescono ancora, devono avere interessi.

 

Corso di danza. Catechismo. Lezioni di violino. E una volta è il dentista. L’altra il dermatologo perchè ha un invisibile bollicina sulla guancia. Equitazione subacquea. Parapendio simulato. Dibattito. Estimo catastale. Corso di fisica di Star Trek. Disegno preistorico.

Duemila attività, tutte lontane tra loro.

Non avessi una via di scampo, passeresti le giornate in macchina.

“Caraaaaaaaaaaaaaaaaaa”

“Oddio, tesoro, che succede, stavo tirando su una parete di cartongesso per dividere meglio i tuoi fumetti, che hai?”

“Che ho. Chiede anche che ho. Primo, ci lavori da due ore e non hai ancora finito. Secondo, la bambina ha lezione di cornamusa maori”

“Ho capito, potresti portarcela tu? Io mi sono tagliata un dito e devo andare dal dottore”

“Amore santo, il dottore è di strada. Porti la bimba e vai da dottore. Ma devo pensare a tutto io dentro sta casa?”

 

Diventano decisamente più grandi. Adolescenti.

 

A questo punto, le cose diventano estremamente facili. Vogliono solo una cosa.

“Ciao Papo, ti voglio bene, che mi dai 5 auro per il motorino”

“Ma te li ho dati ieri, dove ci sei andata col motorino? Vladivostock?”

 

“Ciao Papo Papone, mi sganci 20 euro per la pizza con gli amici?”

“La offri tu a tutti la pizza? Entri nel locale, sbatti la porta e dici “Oste! Porta una pizza a tutti questa gente – allargando le braccia e abbracciando tutta la sala – offro io!”

 

“Papotto potto! Hai mica 50 euro da alzarmi che non ho monete?”

“Amore, ma certo! Adesso papà va subito su Ebay e mette all’asta una cornea. Ti servono subito o posso mettere 3 giorni come termine? Se metto il “Compralo subito” ci facciamo di meno ed alzano le commissioni”

 

Ma il brutto, quello brutto sul serio, è il passo successivo.

Quando diventano grandi davvero.

 

“Papà, lui è Marco. Abbiamo deciso di sposarci”

 

Trattieni i ventricoli dallo scoppiare e trattieni le mani dal cercare armi intorno a te. Marco, sappi che per mia figlia posso far diventare un’arma micidiale anche una confezione vuota di cream caramel. E a me piace. In casa non manca mai. Marco, dà retta alla gazzella, scappa.

Il problema è che la vedi felice e, vicino alla tua bambina, c’è un coso curioso tutto imbarazzato che ancora ti tende la mano sperando tu gliela stringa.

Cosa che non farai mai.

Hai un’ultima, fidata risorsa da giocarti.

Te la giochi.

 

“Caraaaaaaaaaaaa, vieni che tua figlia ti deve parl…”

 

“Mamma sa già tutto. Piange sfogliando riviste di abiti”

 

E allora sei solo.

 

Devi sempre fare tutto tu, dentro sta casa.

Mai un aiuto.

Paolo Longarini

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