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Quando la gravidanza finisce, l’avventura comincia

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Quando ero incinta di mia figlia, che è arrivata come un fulmine a ciel sereno, non avevo la più pallida idea della madre che avrei voluto essere, non sapevo neppure che esistessero approcci diversi, in sostanza non ero ne pronta ne preparata, tutto quello che ho scoperto l’ho scoperto con lei. Così questo esserino così piccolo e così indifeso è riuscito a sconvolgere tutta la mia vita, tutte le mie convinzioni, tutto!

La cosa strana è che durante la gestazione mi ero concentrata solo ed unicamente sulla gravidanza, quindi leggevo libri su nove mesi, stavo in gruppi facebook di mamme incinte, come se il cambiamento fossero solo quei nove mesi. Che grande errore! Ho scoperto che molte giovani madri commettono il mio stesso errore, convinte che poi tutto verrà da se, l’allattamento, l’essere mamme basta vedere due film sentire il racconto di qualche amica che spesso per vantarsi ci dice “il mio mangia e dorme e prende il biberon”.

Beh, non è proprio così. Sapere prima che la parte più difficile non è il parto, che è solo tanto tanto dolore ma poi finisce, ma i mesi successivi non è male!

Ovviamente dobbiamo partire dal presupposto che ogni bambino è diverso e ha bisogno di attenzioni diverse però qualcosa confrontandomi e leggendo molto l’ho scoperto.
Per esempio ho notato (non prendetelo come un dato scientifico, non lo è, però molte mamme lo dicono) che mia figlia aveva ed ha tutt’ora bisogno di tanto tanto contatto, dormire insieme, non potevo lasciarla nella culla nemmeno 10 minuti per lavare i piatti, e anche adesso che ha 21 mesi se io sono in stanza ma non la guardo dopo 15 minuti mi chiama, ha bisogno di stare in braccio spesso, se mi alzo dal letto di notte mi chiama urlando perché l’ho lasciata sola.

Invece la figlia della mia amica che ora ha 3 mesi non è per nulla così, quella sì che mangia e dorme, e poi certo fa anche il suo lavoro di neonata ogni tanto piange, in braccio ci sta benissimo ma anche in culla, nel lettone ci sta bene ma anche nel suo lettino a fianco alla mamma, si fa prendere in braccio da chiunque ed è molto tranquilla.

E anche parlando con altre amiche mamme uguale, c’è la giornata in cui sono più nervosi, ma nessuna si è ritrovata per tre mesi interi per ogni pisolino a dover stare sdraiata sul divano tutta storta perché la loro figlia dormiva solo ed unicamente distesa con la testa appoggiata al cuore il corpicino nell’incavo del braccio e la tua mano che doveva per forza tenere il piedino senza fare il minimo movimento. E allora perché, la mia che è una bambina davvero vivace, non è paurosa ed è anche molto avanti per la sua età è così morbosamente attaccata a me, e io a lei? Perché la mia gravidanza è stata uno schifo!L’ho vissuta malissimo, non me l’aspettavo non mi sentivo pronta, non riuscivo a vedermi madre e ad accoglierla, e anche i suoi primissimi mesi di vita in cui mi costringevo a seguire i modelli tipici della società occidentale basati sul basso contatto sono stati un inferno, non seguivo lei, non seguivo me, seguivo gli altri, come se i bambini fossero elettrodomestici e non persone con esigenze diverse l’uno dall’altro.

L’allattamento poi lasciamo perdere, un disastro, non una cosa di quelle che mi erano state dette era giusta! All’epoca non conoscevo la lega del latte e nemmeno l’alto contatto e ho sbagliato tutto! Fino quando la piccola ha fatto i quattro mesi, e dopo numerose crisi di panico mie, mio marito per paura che cadessi in depressione ha preso il controllo e insieme abbiamo cambiato tutto! Ho iniziato il mio percorso verso il natural parenting, l’empatia, la scoperta di mia figlia, la complicità e l’accoglienza. Un esperienza meravigliosa. Una presa di coscienza, una vera e propria epifania!

Alice Soldati

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