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Natural parenting – Il cambiamento

Natural-parenting

Il cambiamento

Natural Parenting

 

L’Attachment Parenting o Natural Parenting non è altro che una filosofia che si basa sull’empatia, sulla conoscenza, sulla complicità e sul rispetto tra mamma e bambino. Non ha schemi rigidi o fissi come invece è il classico approccio occidentale con una disciplina fondata su controllo e manipolazione, sull’idea che la famiglia sia un’azienda coi genitori che comandano e i figli come sottoposti. Il natural parenting è un ascoltarsi noi madri in primo luogo, i nostri istinti, la vocina della nostra coscienza, il nostro istinto materno e poi ascoltare quell’esserino indifeso, quel cucciolo d’uomo che per nove mesi è stato noi e che si ritrova in questo mondo colorato luminoso e chiassoso completamente nudo ed indifeso.

 

Ogni madre sa nel suo cuore cosa è giusto per suo figlio, ogni madre sa cosa significa il suo pianto, ogni madre ha già in se tutte le risposte, solo che spesso non sa ascoltarsi, non sa trovarle, si sente sotto accusa, si sente smarrita, perché tutti intorno a lei la strapazzano come se le urlassero nelle orecchie cosa dovrebbe fare, e quello che fa sembra non bastare mai. Non è così, non vessatevi con programmi tipo le tate, non ascoltate i consigli se non richiesti della suocera o della mamma che ai tempi loro facevano così o colà, non ascoltate l’amica col figlio perfetto che ha già perso tutti i chili della gravidanza, no!

 

Fermatevi… Respirate…

Siete appena tornate a casa dall’ospedale, vi hanno bombardate di informazioni inutili, e di una lista di cose da comprare inutili, siete lì sul divano col vostro piccolo frugoletto tra le braccia, stanche dal parto…

Respirate mamme… Siete madri ora…

Guardate il vostro piccolo leggete nei suoi occhi, lui è voi!

Lui non piange perché è capriccioso, piange perché non sa parlare, perché non ha altro mezzo che il pianto.

Piange perché vi sente stanche e nervose, non dimenticatelo mai che lui è stato voi, e quindi, sente ogni piccolo cambiamento del vostro umore. È il vostro specchio, il vostro riflesso, è ancora voi, e prima di rendersi conto di essere sé ci metterà qualche mese.

Piange perché lo stomachino brontola e ne voi ne lui sapete bene come usarle queste tette piene di latte.

Piange perché l’intestino è un organo mai usato prima e adesso è in fermento.

Piange perché non sa come addormentarsi e vuole solo ed unicamente il vostro odore, il vostro abbraccio, il vostro amore e la vostra comprensione…

E voi, amiche mie, lo sapete, e sapete subito come rispondere, sapete come proteggerlo, sapete come far sì che pianga poco. Più il bambino si sente accolto meno piange, più dorme, più è sereno, più vi ascolta, più cresce felice, più vi riempirà di orgoglio.

 

Questo è il natural parenting, è ascoltare se stesse e ascoltare il nostro bambino. Non la pubblicità, non quello che vogliono gli altri. Ha fame? Seno, quando? Sempre quando ha fame senza orari, in  natura l’orologio non esiste, e se io ho fame ragazze mangio non guardo l’ora. Non riesce ad addormentarsi perché questo mondo lo spaventa e vi vuole vicino? Non vergognatevi se vi va di dormire con lui, non lo vizierà (le coccole non sono vizi, comprare milioni di cose inutili ogni volta che lo chiede quando potremmo dargli più affetto è un vizio), se questa è la vostra soluzione, vi fa dormire meglio, fatelo! Il co-sleeping è meraviglioso. Non ve la sentite di togliere il seno per le pappe, non vi sembrano naturali, volete una cosa graduale? Si può svezzare in modo diverso con l’autosvezzamento o meglio l’alimentazione complementare a richiesta, sarà tutto più semplice e più graduale.

A due o tre anni allattate ancora? e beh che male c’è? Le donne hanno allattato ben oltre i due anni per secoli e secoli siamo solo noi che consideriamo il seno solo un oggetto sessuale, no! è un biberon, poi dopo può anche essere sexy, ma prima di tutto è latte!

Volete educarlo al rispetto? Rispettatelo.

Volete educarlo alla gioia? Gioite con lui, fate le cose insieme, riscoprite questo mondo insieme, i bambini imparano attraverso l’imitazione, siate un buon esempio, di amore, di gioia, di pazienza e serenità.

Volete educarlo alla pazienza e a evitare gli scatti di collera? Siate pazienti e non urlate come pazze isteriche, non capirà, mostrategli cosa è giusto e cosa è sbagliato in modo semplice efficace e tramite il gioco, se vi sfida ricordatevi che voi siete le adulte, voi non pestate i piedi per terra, non vi tirate i capelli e non urlate, voi siete una guida, un faro, dite no quando è giusto farlo non per ogni cavolata.

Incoraggiatelo, se vuole salire sullo scivolo a 15 mesi perché vede gli altri bambini, tenetelo per mano e salite con lui. Ricordatevi la vostra infanzia, ricordatevi com’eravate, sarà tutto molto più semplice. Fermate i comportamenti violenti o distruttivi spiegando e poi distraetelo con cose costruttive.

 

Se volete che faccia una cosa tipo stare nel seggiolino in macchina e lui non vuole, ricordatevi che i tempi del bambino sono diversi dai nostri. Quindi mettete in conto 5/10 minuti sempre per le cose che odia, e cominciate prima ad avvisarlo di quello che si farà, magari andate insieme ad aprire il cancello, poi aprite le portiere, salutate il cane, chiedetegli di farvi questo favore con calma, non obbligatelo a priori, chiedetegli un favore, dicendogli grazie e tutte quelle parole gentili, esattamente come voi vorreste vi venisse chiesta una cosa che odiate, farà qualche scena ma alla fine vi assicuro si siederà su quel maledetto seggiolino senza versare una lacrima, e voi vi sentirete al settimo cielo!

State serene, voi nel vostro cuore avete già le risposte!

Alice Soldati