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Hikikomori: la solitudine dell'anima giovanile

Hikikomori la solitudine dell'anima giovanile

Hikikomori: la solitudine dell’anima giovanile

 

La scorsa settimana, mentre leggevo una rivista presa in farmacia, mi imbatto in un articolo molto interessante che a poco a poco divoro perché forse ci sono delle cose che succedono anche nelle nostre famiglie. L’hikikomori. Che strano nome penserete… Beh questo ha origine nipponiche ed indica lo stare in disparte, l isolarsi di ragazzi che volontariamente si rinchiudono nelle proprie stanze annullando il rapporto con il mondo reale. Leggevo e rileggevo e tutto ora mi sembrava più chiaro. È la storia di mio fratello , che oggi ha 17 anni e passa le giornate davanti al computer. Ha una fidanzata virtuale con cui si scambia foto, chattate notturne, ritrovadosi nel bel mezzo della notte impegnato in interminabili sessioni notturne multiplayer con amici virtuali di cui conosce solo Il nick.Hikikomori la solitudine dell'anima giovanile

La colpa della loro reclusione è stata data alle pressioni sociali, alla scuola ad una madre iperprotettiva come la mia che ancora lo veste e gli asciuga i capelli, un padre assente che nn fa altro che rimproverarlo sul fatto che non esce mai. Mi dice che io sono stata la sua rovina perché alla sua età uscivo con un fidanzato che ho avuto per 10 anni e alle 20.30 stavo a casa mentre mio fratello non fa altro che chiudersi in se stesso odiando il mondo e le persone. Questo fenomeno nasce in Giappone 3 anni fa e se ne contano circa un milione di casi.

In Italia i casi sono molto meno però dai racconti di mamme e fratelli si capisce che il fenomeno è molto più diffuso. Ragazzi che dicono che la vera vita è quella dei Sims non quella reale, dove preferiscono un nickname al proprio nome inutile e vuoto (come loro lo definiscono) ragazze che escono dalle camere solo di notte per assalire i frigoriferi o per rubare le sigarette dalle borse, che urlano a chi bussa alla propria porta di essere lasciati in pace. Ecco quello che voglio dirvi è di non sottovalutare questo fenomeno e se vostro figlio vi sembra solo un appassionato di computer sappiate che non è sempre così.

Ricordo quando i pomeriggi d estate scendevo nel parco a giocare con la bici, a nascondino, a color color e ogni attimo è impresso nella mia memoria indelebile. Ricordo anche il profumo dei fiori in primavera e l emozione che provavo ogni gg nel vincere quella partita di calcio con i maschi del gruppo o il salvare tutti alla fine del nascondino! Non so da grande mio fratello che ricordi avrà della sua adolescenza ma sicuramente avrà perso quello che per me oggi è un ricordo da trasmettere ai miei figli.

 

Lucy Rivieccio

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